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MITICHE ACQUE
venerdì 26 Febbraio 2016
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Botticelli Nascita d­i Venere {JPEG}Non possono che essere blu le acque da cui, secondo il Mito, tutto ebbe origine. Acque, materne generatrici di vita, acque nutrimento, acque inesauribili che circondano di vita il Cosmo e gli organismi.

In ogni sapienza tradizionale si trova lo stesso racconto che dice che Tutto ha avuto origine dall’acqua e allora iniziamo il nostro viaggio da dove la civiltà ha avuto inizio per scoprire che a Babilonia, al tempo di Nabucodonosor III nel XII sec. a.c. :
“Quando di sopra non era ancora nominato il cielo, di sotto la terra ferma non aveva ancora un nome,l’Apsu primiero, il loro generatore, Mammu e Tiamat, la generatrice di tutti loro, le loro acque insieme mescolavano…”
Mammu e Tiamat, lo scroscio delle acque e l’Oceano mescolavano insieme le loro acque e attorno il silenzio vivo del Caos acquatico privo ancora di forme individue di vita, ma già Cosmo in fieri

In Egitto nell’Antico Regno “ Nun, massa liquida primordiale, nelle cui infinite profondità fluttuavano confusi i germi di tutte le cose generò la Terra e i fiumi grazie al calore del Sole. Calde acque di mari lontani che si separano per la troppa energia che il Sole vi immette fino a formare l’una la volta del cielo sospesa in aria, l’altra i fiumi e l’Oceano…e poi il Sole se ne va, una volta compiuta la sua opera generatrice:
“ Nella cabina della sua barca sacra, il Sole scivola lentamente, preceduto da un’armata di Dei secondari, pianeti e stelle fisse”
Corteo divino mentre Nun, gravida di ogni individuo, comincia la sua eterna opera di gestazione e generazione. Madre che resta per non lasciare mai senza nutrimento le sue creature, avvolte di acqua di sopra e di sotto.

Nella Grecia arcaica abitata dai Pelasgi si diffuse un mito che vedeva l’origine ancora una volta legata all’Acqua in modo ancora più complesso :

“All’inizio Eurinome, Dea di Tutte le Cose, emerse nuda dal Caos e non trovò nulla di solido per posarvi i piedi: divise allora il mare dal cielo e intrecciò sola una danza sulle onde. Sempre danzando si diresse verso sud e il vento che turbinava alle sue spalle le sembrò qualcosa di nuovo e di distinto; pensò dunque di iniziare con lui l’opera della creazione. Si voltò all’improvviso, afferrò codesto Vento del Nord e lo sfregò tra le mani: ed ecco apparire il gran serpente Ofione. Erinome danzava per scaldarsi, danzava con ritmo sempre più selvaggio finché Ofione, acceso di desiderio, avvolse nelle sue spire le membra della dea e a lei si accoppiò. E così anche Eurinome rimase incinta.
Subito essa, volando sul mare, prese la forma di una colomba e, a tempo debito, depose l’Uovo Universale. Per ordine della dea, Ofione si arrotolò sette volte attorno all’uovo, finché questo si schiuse e ne uscirono tutte le cose esistenti, figlie di Eurinome: il sole, la luna, i pianeti si, le stelle, la terra con i suoi monti, con i suoi fiumi, con i suoi alberi e con le erbe e le creature viventi.”
Una danza sulle onde del mare, una danza col Vento tremendo di Borea, questa la nostra destabilizzante provenienza che ha lasciato dentro di noi una tale forza di vita che per sopportarla non abbiamo mai smesso di raccontarla nel mito e di comprenderla e ordinarla nella filosofia, per non soccombere, per trovare un senso a ciò che è solo forza e vita.

Talete, primo filosofo della storia della filosofia , aveva viaggiato in Egitto , riprenderà quella immagine del mito per farne il concetto fondativo della sua visione del mondo e dirà che l’archè, il principio primo è l’Acqua
“Talete suppone che tutto derivi dall’acqua e in essa si risolva, perché, allo stesso modo che il seme d’ogni vita come principio di questa è umido, così anche ogni altra cosa ha il suo principio dall’umidità; perché tutte le piante traggono dall’acqua il loro nutrimento, e se essa manca inaridiscono; perché perfino il fuoco del sole e delle stelle, e lo stesso mondo, sono alimentati dalle evaporazioni dell’acqua” (PLUTARCO, citato in Hegel)

Quando la visione razionale della filosofia affiancherà il mito, non potrà fare a meno dell’Acqua, quella visione era tanto potente e tanto consolidata che anche Talete non riuscirà a suggerirne una migliore e farà dell’Acqua la divinità che tutto permea: natura, cosmo,cielo e uomo uniti da quell’elemento che tutto rende divino e vivo. Nella filosofia di Talete “Tutto è pieno di dei” perchè l’acqua tutto intride di sé e nutrendo vivifica e rende divino. Divina è la vita che non può morire e che ,quando sembra finire, semplicemente ritorna a quell’Acqua materna da cui sgorgherà nuova… ancora, ancora e ancora. Non piacque ai potenti e ai sacerdoti di Mileto del VII sec. a.c. che l’uomo si sentisse parte di questa vita divina e che potesse da solo capire il corso degli eventi , perchè fatto d’acqua egli stesso poteva intendere e sentire il Divino senza bisogno di andare al tempio, ma semplicemente usando la sua ragione
«Taluni sostengono che l’anima è mescolata al tutto e di qui forse Talete suppose che tutte le cose sono piene di divinità. »
(Aristotele: D.-K. 11, A 22)3.
La filosofia permette all’uomo di scoprire che dentro di lui c’è in luogo dove nascono i pensieri, un luogo dove, senza necessità di consultare gli dei, può prendere decisioni, capire il suo destino, interpretare i fatti . Questo luogo, che è l’anima, è tanto profondo e inesauribile da permettere all’uomo una comprensione senza fine della vita che da quel momento sarà rispiegata in modo nuovo, non più a partire dal racconto mitico, che da sempre ripeteva il suo eterno oracolo, ma nel modo sempre nuovo che l’uomo, attingendo dal suo psychè, riterrà più adatto a spiegarsi la vita.

Da questo momento si succederanno diverse visioni del mondo anche contrastanti fra loro, ma tutte volte a sostenere l’uomo nel suo andare verso la vita inesauribile, piena, movimento destabilizzante che trova nella ragione dell’uomo il suo ordine provvisorio. E Talete sceglierà l’Acqua per spiegare e dare ordine al Caos che è la vita, Acqua materna sostanza di nutrimento che mai cesserà di mantenere in vita il tutto.
“Talete, iniziatore di questo tipo di filosofia, dice che quel principio è l’acqua per questo afferma anche che la Terra galleggia sull’acqua” Immaginare la terra circondata di Acqua che tutta la protegge e nutre ci permette di avvertire profondamente la fragile bellezza della terra, la sua generosa resistenza e abbondanza ed è un po’ come guardare alla Terra dal cosmo.Gli astronauti non smettono mai di dire come appaia improbabile la sua instancabile danza tra vortici di gas ed elementi e questo non può che convincerci che qualcosa di divino impregni di sé “quest’atomo opaco del male” e forse ,se tutti noi avessimo lo sguardo di chi frequenta lo spazio , rispetteremmo con maggior amorevolezza la nostra Terra. Il filosofo è un uomo che guarda la terra dalla luna, che vede quanto improbabile sia la nostra vita e quella della terra, quanto rischiosa la nostra e la sua danza, quanto fragile la nostra e la sua consistenza. E davanti a tanta meravigliosa incertezza si pone la domanda del “perchè” di tale dono, della sua origine, della sua durata e risponde, senza distogliere lo sguardo incantato da quel prodigio che è la vita, e ci rassicura , non tanto perchè quello che dice è provato o probabile, ma perchè ci conferma , nelle tante voci di chi si può dire filosofo, che ci sia davvero un perchè a un dono tanto straordinario, e ci dimostra che questo dono è comprensibile e durevole.
Se nella visione filosofica di Talete come in quella mitica all’Acqua tutto torna per riemergere nuovamente vivo e rigenerato, il pensiero moderno la pensa soverchiante rispetto all’uomo che, allontanandosi da lei, ha rotto l’alleanza della vita condivisa con la natura nel tentativo di divenirne il signore. Finchè eravamo fatti d’Acqua l’avevamo come alleata e nutrice, oggi ,che tentiamo di dominarla, l’Acqua/vita ci abbandona al nostro solitario individualismo che non vuole più affidarsi alla visione ma al calcolo e alla dimostrazione

Blu come l’acqua era l’incipit, forse perchè il blu dell’acqua come quello del cielo sono solo nei nostri occhi: se prendiamo un po’ d’acqua di mare nel palmo della mano diventa trasparente, se prendiamo un po’ di cielo con la mano,ancora trasparente, blu è il colore nei nostri occhi che guardano incantati e meravigliati il cielo e l’acqua.
Blu è il colore di chi guarda al mondo per condividerne la vita, il blu scompare ogni volta che vogliamo afferrarlo, scompare nella trasparenza delle cose che non si lasciano ridurre.

Angela Marchetti, Università Popolare La Sorgiva, Montecchio Emilia, Italia

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